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L’elusione dell’etica dell’amministrare

22 Giugno 2009 di Entusiasmo

Leggo con attenzione la difesa del Presidente dell’ordine dei Geometri. Una difesa d’ufficio direi, che però non deve farci sottovalutare il grido d’allarme che il Dott. Berti ha lanciato in questi giorni.

In comuni piccoli come i nostri nessuno mette in dubbio il valore tecnico di geometra che può, grazie all’esperienza acquisita tramite la sua professione privata, apportare allo sviluppo economico e sociale di un comune facendo parte della sua Giunta.

Ma non scordiamoci dell’art. 78.3 del TUEL, la legge di riferimento di qualsiasi ente locale che parla di “etica dell’amministrare” e che valuta negativamente il fatto che un assessore in materia di urbanistica, edilizia e lavori pubblici eserciti un’attività professionale in materia di edilizia privata e pubblica nello stesso territorio che lui stesso amministra.

Questa norma è rafforzata da previsioni analoghe all’interno di molti statuti comunali, in quello di Porto Azzurro, facendo riferimento ad una realtà che conosco molto bene, vengono ripetute le medesime parole dell’articolo citato, all’art. 44.3. Purtroppo non viene prevista una sanzione alla violazione di questa norma e sebbene configuri un preciso dovere giuridico di astensione, la norma è facilmente eludibile attribuendo a geometri (o architetti, ingegneri, ecc..) assessorati con nomi diversi da quelli proibiti. In questo modo è possibile continuare ad esercitare la propria attività all’interno del territorio comunale, in pace con la propria coscienza.

A Porto Azzzurro, il Geom. Giancarlo Gamba ricopre l’assessorato alle “problematiche ambientali” mentre del gruppo dell’Ornato, quell’organismo che coincide con la giunta comunale nato “da un’esigenza fortemente sentita di essere messi a conoscenza delle pratiche che dal punto di vista urbanistico ed edilizio sfuggono, per effetto della separazione delle competenze volute dalla legge Bassanini, al vaglio dell’Amministrazione” ne è il segretario. Questo organismo detiene un diritto di voto obbligatorio all’interno del procedimento ma naturalmente non vincolante, su tutto ciò che riguarda l’edilizia.

Questo per dire, che il grido d’allarme lanciato da Pasquale Berti, senza togliere alcun valore alla categoria dei geometri, avrebbe meritato maggior attenzione da parte di tutti, nell’interesse stesso della società elbana e di chi esercita quelle stesse professioni.

Il segretario
Davide Solforetti
Leggo con attenzione la difesa del Presidente dell’ordine dei Geometri. Una difesa d’ufficio direi,
che però non deve farci sottovalutare il grido d’allarme che il Dott. Berti ha lanciato in questi giorni.
In comuni piccoli come i nostri nessuno mette in dubbio il valore tecnico di geometra che può,
grazie all’esperienza acquisita tramite la sua professione privata, apportare allo sviluppo economico
e sociale di un comune facendo parte della sua Giunta.
Ma non scordiamoci dell’art. 78.3 del TUEL, la legge di riferimento di qualsiasi ente locale che
parla di “etica dell’amministrare” e che valuta negativamente il fatto che un assessore in materia di
urbanistica, edilizia e lavori pubblici eserciti un’attività professionale in materia di edilizia privata e
pubblica nello stesso territorio che lui stesso amministra.
Questa norma è rafforzata da previsioni analoghe all’interno di molti statuti comunali, in quello di
Porto Azzurro, facendo riferimento ad una realtà che conosco molto bene, vengono ripetute le
medesime parole dell’articolo citato, all’art. 44.3. Purtroppo non viene prevista una sanzione alla
violazione di questa norma e sebbene configuri un preciso dovere giuridico di astensione, la norma
è facilmente eludibile attribuendo a geometri (o architetti, ingegneri, ecc..) assessorati con nomi
diversi da quelli proibiti. In questo modo è possibile continuare ad esercitare la propria attività
all’interno del territorio comunale, in pace con la propria coscienza.
A Porto Azzzurro, il Geom. Giancarlo Gamba ricopre l’assessorato alle “problematiche ambientali”
mentre del gruppo dell’Ornato, quell’organismo che coincide con la giunta comunale nato “da
un’esigenza fortemente sentita di essere messi a conoscenza delle pratiche che dal punto di vista
urbanistico ed edilizio sfuggono, per effetto della separazione delle competenze volute dalla legge
Bassanini, al vaglio dell’Amministrazione” ne è il segretario. Questo organismo detiene un diritto di
voto obbligatorio all’interno del procedimento ma naturalmente non vincolante, su tutto ciò che
riguarda l’edilizia.
Questo per dire, che il grido d’allarme lanciato da Pasquale Berti, senza togliere alcun valore alla
categoria dei geometri, avrebbe meritato maggior attenzione da parte di tutti, nell’interesse stesso
della società elbana e di chi esercita quelle stesse professioni.Leggo con attenzione la difesa del Presidente dell’ordine dei Geometri. Una difesa d’ufficio direi,

che però non deve farci sottovalutare il grido d’allarme che il Dott. Berti ha lanciato in questi giorni.

In comuni piccoli come i nostri nessuno mette in dubbio il valore tecnico di geometra che può,

grazie all’esperienza acquisita tramite la sua professione privata, apportare allo sviluppo economico

e sociale di un comune facendo parte della sua Giunta.

Ma non scordiamoci dell’art. 78.3 del TUEL, la legge di riferimento di qualsiasi ente locale che

parla di “etica dell’amministrare” e che valuta negativamente il fatto che un assessore in materia di

urbanistica, edilizia e lavori pubblici eserciti un’attività professionale in materia di edilizia privata e

pubblica nello stesso territorio che lui stesso amministra.

Questa norma è rafforzata da previsioni analoghe all’interno di molti statuti comunali, in quello di

Porto Azzurro, facendo riferimento ad una realtà che conosco molto bene, vengono ripetute le

medesime parole dell’articolo citato, all’art. 44.3. Purtroppo non viene prevista una sanzione alla

violazione di questa norma e sebbene configuri un preciso dovere giuridico di astensione, la norma

è facilmente eludibile attribuendo a geometri (o architetti, ingegneri, ecc..) assessorati con nomi

diversi da quelli proibiti. In questo modo è possibile continuare ad esercitare la propria attività

all’interno del territorio comunale, in pace con la propria coscienza.

A Porto Azzzurro, il Geom. Giancarlo Gamba ricopre l’assessorato alle “problematiche ambientali”

mentre del gruppo dell’Ornato, quell’organismo che coincide con la giunta comunale nato “da

un’esigenza fortemente sentita di essere messi a conoscenza delle pratiche che dal punto di vista

urbanistico ed edilizio sfuggono, per effetto della separazione delle competenze volute dalla legge

Bassanini, al vaglio dell’Amministrazione” ne è il segretario. Questo organismo detiene un diritto di

voto obbligatorio all’interno del procedimento ma naturalmente non vincolante, su tutto ciò che

riguarda l’edilizia.

Questo per dire, che il grido d’allarme lanciato da Pasquale Berti, senza togliere alcun valore alla

categoria dei geometri, avrebbe meritato maggior attenzione da parte di tutti, nell’interesse stesso

della società elbana e di chi esercita quelle stesse professioni.

Leggo con attenzione la difesa del Presidente dell’ordine dei Geometri. Una difesa d’ufficio direi, che però non deve farci sottovalutare il grido d’allarme che il Dott. Berti ha lanciato in questi giorni.

In comuni piccoli come i nostri nessuno mette in dubbio il valore tecnico di geometra che può, grazie all’esperienza acquisita tramite la sua professione privata, apportare allo sviluppo economico e sociale di un comune facendo parte della sua Giunta.

Ma non scordiamoci dell’art. 78.3 del TUEL, la legge di riferimento di qualsiasi ente locale che parla di “etica dell’amministrare” e che valuta negativamente il fatto che un assessore in materia di urbanistica, edilizia e lavori pubblici eserciti un’attività professionale in materia di edilizia privata e pubblica nello stesso territorio che lui stesso amministra.

Questa norma è rafforzata da previsioni analoghe all’interno di molti statuti comunali, in quello di Porto Azzurro, facendo riferimento ad una realtà che conosco molto bene, vengono ripetute le medesime parole dell’articolo citato, all’art. 44.3. Purtroppo non viene prevista una sanzione alla violazione di questa norma e sebbene configuri un preciso dovere giuridico di astensione, la norma è facilmente eludibile attribuendo a geometri (o architetti, ingegneri, ecc..) assessorati con nomi diversi da quelli proibiti. In questo modo è possibile continuare ad esercitare la propria attività all’interno del territorio comunale, in pace con la propria coscienza.

A Porto Azzzurro, il Geom. Giancarlo Gamba ricopre l’assessorato alle “problematiche ambientali” mentre del gruppo dell’Ornato, quell’organismo che coincide con la giunta comunale nato “da un’esigenza fortemente sentita di essere messi a conoscenza delle pratiche che dal punto di vista urbanistico ed edilizio sfuggono, per effetto della separazione delle competenze volute dalla legge Bassanini, al vaglio dell’Amministrazione” ne è il segretario. Questo organismo detiene un diritto di voto obbligatorio all’interno del procedimento ma naturalmente non vincolante, su tutto ciò che riguarda l’edilizia.

Questo per dire, che il grido d’allarme lanciato da Pasquale Berti, senza togliere alcun valore alla categoria dei geometri, avrebbe meritato maggior attenzione da parte di tutti, nell’interesse stesso della società elbana e di chi esercita quelle stesse professioni.

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